“IN PALIO C’È IL FARE”, SECONDO GIORNO. RIFORMA, SÌ AL REFERENDUM, GIOVANI E LAVORO. IL FUTURO COMMERCIALE DI VERONA

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VERONA, 24 settembre – Si è aperta con un focus sulla riforma costituzionale e sul referendum la seconda giornata di “In Palio c’è il Fare!”. A confrontarsi la senatrice di Fare! Patrizia Bisinella, Angelo Scavone, professore di diritto costituzionale all’Università di Bologna, e Fabio Coltri di Apindustria Verona. “È una riforma che semplifica davvero, contiene i costi della politica e mette ordine tra Stato e regioni, stabilendo chi deve fare cosa – ha affermato Patrizia Bisinella -.  È molto complessa e non è facile da spiegare ai cittadini, ma ridisegna l’architettura dello Stato e tocca di fatto in sostanza la macchina organizzativa. Toglie il bicameralismo perfetto, ovvero le due camere che fanno esattamente le stesse cose, io lo chiamo un eterno pingpong tra una camera e l’altra. Nel resto degli stati europei questa forma è superata da anni, perché rallenta veramente l’attività legislativa. Se arriveremo a superare il bicameralismo, avremo un iter semplificato e più celere. Oggi esistono leggi in capo allo Stato e leggi in capo alle regioni e delle leggi in cui intervengono insieme Stato e regioni. E questo spiega perché negli ultimi quarant’anni si è visto un continuo sollevarsi di contenziosi di fronte alla Corte Costituzionale tra Stato e regioni su chi doveva fare cosa. E questo continuo ricorrere alla Corte senza mai sapere chi è l’organo decisionale ha rallentato moltissime riforme necessarie per il nostro Paese. E poi si eliminano parte dei costi della classe politica. Si taglia il numero dei parlamentari, i senatori diventano solo cento, si tagliano i compensi dei consiglieri regionali parametrandoli a quello del sindaco del comune capoluogo. In sostanza è una riforma che produce subito snellimento, velocità ed abbatte i costi”. “Sono molto d’accordo sul rafforzamento dell’esecutivo – il  parere del professor Scavone -. E poi bisogna dare risposta al problema del federalismo. Sul piano del federalismo introduce una clausola di supremazia, ovvero introduce il principio  secondo cui quando il governo si trova con la  politica regionale che contrasta con interessi nazionali può intervenire. Anche se non posso non rilevare che questa riforma non affronta il  problema dei contrappesi. Si rafforza il potere esecutivo nei confronti delle regioni e verso il parlamento, ma perché il sistema non entri in fibrillazione occorre dare un peso adeguato all’opposizione parlamentare ed alle regioni: su questo effettivamente la riforma è carente”. Fabio Coltri ha dato il punto di vista delle imprese, per le quali riformare il sistema è diventato più urgente che mai. “Dal 2008 – ha sottolineato – c’è stata una rivoluzione epocale con la crisi economica. E mentre prima del 2008 si potevano in qualche modo sopportare le difficoltà dovute alla burocrazia, ora è diventato impossibile. I tempi devono essere più celeri e la politica deve adeguarsi a questo stato di cose. Mi sono convinto che è giusto votare Sì, non si possono aspettare dieci anni ancora per proporre una nuova riforma costituzionale: le imprese non possono più aspettare. Dobbiamo osare. Non so se sia una riforma perfetta, avrà delle carenze, ma dobbiamo osare. Siamo stanchi dei tavoli con le concertazioni infinite”. La voce del mondo del lavoro l’hanno fatta sentire anche due giovani imprenditrici, Elisa Sorrentino e Marika Deflorian (Co-founder & Ceo Mood Art), quando si è parlato di giovani ed impresa e delle possibilità che ci possono essere per le start up, con i contratti di rete, il crowfunding ed il coworking. “Siamo una società che fa formazione nel settore della moda – hanno spiegato -. Siamo partite nel 2011,  ci siamo licenziate dai lavori che avevamo ed abbiamo aperto due partite iva; lavoravamo in un ufficio molto piccolo. Volevamo fare le cose con calma,  senza investimenti e con il nostro lavoro.  È partito un corso con dieci persone, oggi siamo arrivate ad avere una sede di quasi mille metri quadri, nove corsi e dieci dipendenti. Siamo contente ed abbiamo tantissimi progetti”. Come a dire che, se si vuole davvero, ce la si può fare. “L’importante – hanno puntualizzato – è non abbattersi di fronte alla burocrazia, ma seguire quello che veramente dice l’istinto e lavorare con passione…”. “Tante aziende stanno male perché continuano a fare cose vecchie – ha detto Roberto Biscaro, ad del Parco Scientifico di Verona –. Le cose vecchie hanno imparato a farle a costi inferiori i cinesi, quindi ora noi non possiamo che fare qualcosa di nuovo. Il punto di forza maggiore delle start up oggi è  che c’è un mondo da fare in realtà, le tecnologie stanno indicandoci che sta cambiando tutto quanto…”. La serata si è chiusa con un approfondimento sullo sviluppo commerciale di Verona, focalizzando l’attenzione su Adigeo, Ikea ed Esselunga e sulle nuove possibilità di occupazione.

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