L'OPINIONE DI FLAVIO TOSI: Una grande partenza!

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Ci siamo. I sondaggisti hanno cominciato a pesare i voti di Noi con l’Italia e le prime rilevazioni sono davvero positive. Ancor prima della presentazione ufficiale del simbolo che troveremo sulla scheda elettorale il 4 marzo (è stato illustrato solo questa mattina alla stampa), il sondaggio più favorevole ci dà al 2.7% (Noto Sondaggi per Rai3), quindi a un passo dalla soglia di sbarramento del 3% prevista dal Rosatellum. Quello più basso al 2.2 (Emg Aqua per TgLa7). Un’altra rilevazione (Tecnè per Matrix) attribuisce a Noi con l’Italia il 2.6%. C’è però una cosa fondamentale da tenere in considerazione: la nostra campagna elettorale deve ancora cominciare. E in questi due mesi, qualcosa di meno, che ci separano dal voto, noi non racconteremo favole agli elettori. Non prometteremo la luna. Cercheremo di convincerli della serietà del nostro movimento con la concretezza, non con facili slogan. Presenteremo proposte coraggiose, ambiziose ma realizzabili. Non saremo mai per la politica urlata. Ci chiamano moderati: lo siamo nei toni, certo, e rispettiamo i nostri avversari politici, ma abbiamo le idee chiare su come rilanciare l’occupazione, l’economia, su come diminuire la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie. Lo spiegheremo giorno dopo giorno. I dati che vi ho riportato sono molto incoraggianti non solo per il raggiungimento del 3%, percentuale che puntiamo a superare ampiamente, ma anche per la vittoria del centrodestra il cui obiettivo non può essere che oltrepassare quel 40% che ci consentirebbe di ottenere la stabilità di governo necessaria per far ripartire il Paese. Noi con l’Italia è un movimento fortemente radicato nei territori. È composto da tanti amministratori locali che conoscono da vicino i problemi della gente. La strada imboccata per ottenere un grande risultato è quella giusta, ma dobbiamo puntare sempre più in alto. In questo momento mi viene in mente una frase di Henry Ford: «Sto cercando un sacco di uomini che abbiano una capacità infinita di non sapere ciò che non può essere fatto».

Flavio Tosi

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