FARE! LEGITTIMA DIFESA

bellabellot

COMUNICATO STAMPA:

LEGITTIMA DIFESA: FARE! RILANCIA IL DDL DELLA SENATRICE BELLOT E AVVIA UNA RACCOLTA FIRME

Il tema resta di un'attualità preoccupante: si ponga attenzione alla sacralità delle mura domestiche, se aggrediti in casa dobbiamo essere liberi di difenderci. Fare! Annuncia il via di una raccolta firme nazionale a sostegno del DDL a prima firma dalla senatrice tosiana Raffaela Bellot in materia di legittima difesa: i vari comitati provinciali coordineranno dei gazebi nelle piazze di tutta Italia e sarà possibile sottoscrivere anche la petizione on-line passando dal sito www.farecontosi.it o dalla pagina Facebook del movimento.

“Abbiamo presentato un disegno di legge snello, incisivo e circoscritto – spiega la Bellot - in cui si fa richiesta di modifica di 3 articoli del codice penale (artt.52, 55, 59) vigente: il DDL chiede l'introduzione della non punibilità per chi, minacciato o aggredito in casa propria, in stato di turbamento, paura o panico reagisca alla minaccia.” Nella sostanza il DDL Bellot chiede al Legislatore di fare in modo che l'introduzione forzata e l'aggressione in casa propria, con conseguente stato di paura o panico, siano sempre ritenute scriminanti sufficienti a determinare la non imputabilità di chi si difende.

“Il tema è complesso, divide l'opinione pubblica e – continua la Bellot- non sarà certo risolto in toto da questo disegno di legge. Tuttavia, nell'attesa di una società perfetta in cui nessuno si sentirà mai più minacciato, credo doveroso dare a chi, in casa propria, per istinto, in angoscia per sé e la propria famiglia si trova a dover reagire, la possibilità di potersi difendere senza temere anche ripercussioni legali.”

“Oggi -conclude la Bellot -la legge pretende che siamo sempre in grado di valutare lucidamente e rapidamente i limiti di proporzione tra offesa e difesa e di recuperare senza incertezze i parametri esatti dei presupposti previsti per legge. La casa è il porto sicuro dove ciascuno di noi abbassa le difese e custodisce gli affetti più cari. Siamo umani, non macchine. Chiediamo di non essere puniti per questo.”

 

FIRMA LA PETIZIONE ONLINE:

https://www.change.org/p/governo-legittima-difesa-se-aggrediti-in-casa-dobbiamo-essere-liberi-di-difenderci
 

DISEGNO DI LEGGE:

Modifiche all’art. 52 c.p. in materia di difesa legittima

D'iniziativa della senatrice Bellot

Onorevoli senatori!Il presente disegno di legge modifica la previsione legislativa di cui all’art. 52 del codice penale. Il legislatore del 1930 ha riconosciuto quale scriminante del reato l’aver agito per essere stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta.

La norma rispondeva, e risponde ancora oggi, ad esigenze di difesa sociale ed in particolare trova fondamento nella prevalenza accordata dall’ordinamento all’interesse ingiustamente aggredito, che fa venir meno il danno sociale che giustifica l’intervento punitivo dello Stato. In altri termini, la reazione è autorizzata dall’ordinamento giuridico perché l’offesa all’aggressore si rivela indispensabile per salvare l’interesse dell’aggredito. Secondo la dottrina penalistica ormai consolidata il criterio della proporzione deve sempre guidare nella valutazione dell'elemento della gravità del pericolo in relazione alla difesa e alla necessità di essa, in modo tale che fra la reazione violenta e il male minacciato intercorra sempre un nesso razionale e plausibile di causa a effetto.

Nel 2006 la norma è stata oggetto di modifica attraverso l’aggiunta di due commi, relativi ad una presunzione di proporzione in alcune ipotesi specifiche di difesa armata del domicilio. La riforma de qua non ha investito, tuttavia, tutti i requisiti della legittima difesa così come definita al primo comma dell’art. 52, limitandosi esclusivamente al solo requisito della proporzione. E’ stato stabilito, infatti, che ai fini della legittima difesa c.d. domiciliare è necessario il pericolo attuale di un’offesa ingiusta ad un diritto proprio o altrui e l’essere costretti dalla necessità di difendere tale diritto. Ciò che non occorre è la proporzione, che deve ritenersi sussistente in presenza di due presupposti: 1) la commissione di una violazione di domicilio da parte dell’offensore; 2) la necessità da parte del difensore di difendere «la propria o altrui incolumità» (lett. a); o, alternativamente, di difendere «i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione» (lett. b).

Ebbene, a distanza di quasi dieci anni dall’entrata in vigore della modifica non può dirsi che la situazione di particolare allarme sociale che ha dato vita alla riforma sia mutata.

Molti episodi di cronaca aventi ad oggetto efferate aggressioni in abitazioni private a scopo di furto e rapine presso attività commerciali testimoniano la necessità e l’urgenza di introdurre nell’ordinamento giuridico norme di tutela nei confronti dei cittadini. La scarsa applicazione della normativa sia da parte delle corti di merito che della Corte di Cassazione dimostra che la causa di giustificazione, così come delineata dal codice Rocco e così come riformata nel 2006, non garantisce adeguata copertura in tutti quei casi in cui, nei fatti, è evidente che la reazione del soggetto agente si renda assolutamente necessaria a fronte di una ingiusta aggressione.

E’ pertanto indispensabile intervenire nuovamente sulla struttura della scriminante in parola al fine di rendere efficace la risposta dell’ordinamento giuridico nazionale a fenomeni che hanno subito una grave recrudescenza.

A tal fine il presente disegno di legge va ad aggiungere un ulteriore comma all’art. 52 c.p. nel quale si specifica che la scriminante in parola deve ritenersi sempre sussistente in presenza di alcune circostanze tassativamente previste. Nello specifico si ritiene che l’azione commessa dall’agente sia sempre scriminata se l’introduzione o il trattenimento di cui all’art. 614 c.p. siano commessi con violenza o minaccia, con l’uso di un’arma, da persona travisata o da più persone riunite.

Correlativamente si interviene sulle disposizioni di cui agli artt. 55 e 59 c.p., le quali disciplinano rispettivamente le ipotesi di eccesso colposo e di scriminante putativa, escludendo l’attribuzione a titolo di colpa del reato di omicidio o di lesioni nei casi di legittima difesa domiciliare.

La modifica legislativa introduce una specifica causa di non punibilità dell’agente, il cui fondamento risiede nella particolare situazione soggettiva in cui lo stesso si sia venuto a trovare al momento in cui ha posto in essere la sua condotta. Ne consegue che la condotta non sarà punibile laddove l’agente, in uno stato di turbamento, paura o panico, abbia travalicato i limiti della difesa legittima o abbia ritenuto per errore che vi fossero i presupposti richiesti dalla legge.


Disegno di legge

Art. 1

All’art. 52 c.p. del codice penale, dopo il terzo comma aggiungere il seguente:

“Nei casi di cui al secondo e terzo comma, la difesa è sempre legittima, ai sensi del primo comma, se l’introduzione o il trattenimento di cui all’art. 614 c.p. avvengono con violenza o minaccia, con l’uso di un’arma, da persona travisata o da più persone riunite.”

Art. 2

All’art. 55 del codice penale, dopo il primo comma inserire il seguente:

“E’ sempre esclusa la colpa nelle ipotesi di cui all’art. 52, secondo, terzo e quarto comma, qualora i limiti stabiliti dalla legge si eccedano a causa di turbamento, paura o panico”.

Art. 3

All’art. 59 del codice penale, dopo il quarto comma, aggiungere il seguente: “Nelle ipotesi di cui all’art. 52, secondo, terzo e quarto comma c.p., la colpa è sempre esclusa qualora l’errore sia determinato da turbamento, paura o panico”.

 

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