«Minime a 1.000 euro» E il centrodestra vola

Il Giornale

Ripeteremo ciò che facemmo nel 2001, con l'aumento delle pensioni minime per 1.835.000 pensionati. Porteremo le pensioni minime a 1.000 euro al mese. E assegneremo la stessa pensione anche alle mamme. Dopo una vita di lavoro hanno diritto a una vecchiaia serena e dignitosa».
Pillole di programma - come questa sulle pensioni annunciata tramite Facebook - attenzione verso i territori e allargamento della coalizione. Sono questi i capisaldi su cui Silvio Berlusconi sta lavorando in queste ore per il rafforzamento del centrodestra. Un centrodestra sempre più forte come testimoniano i sondaggi del lunedì del Tg de La7. Secondo la rilevazione Emg Acqua la coalizione è in crescita - a fronte del calo di Pd e M5S - con Forza Italia primo partito al 14%, la Lega al 13,7 e Fratelli d'Italia che si rafforza e tocca quota 5,4. Dopo il breve soggiorno in Sardegna dove nel fine settimana a Villa Certosa ha incontrato il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi e l'eurodeputato Salvatore Cicu, il presidente di Forza Italia ha ripreso a lavorare ad Arcore dove si è confrontato con alcuni dirigenti azzurri. Discussioni e ragionamenti si concentrano da tempo sulla forma con cui presentare la coalizione alle prossime Politiche. Il lavoro per la costruzione del petalo cattolico e del petalo liberale continua più o meno sotto traccia. Secondo indiscrezioni nella giornata di oggi Niccolò Ghedini tornerà a confrontarsi con Enrico Costa per fare il punto sulla formazione laica che potrebbe riunire oltre all'ex ministro per gli Affari Regionali, anche Gaetano Quagliariello, Enrico Zanetti, Raffaele Fitto, Flavio Tosi, i Liberali di Stefano De Luca e Cinzia Bonfrisco e forse anche Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi e Diventerà Bellissima di Nello Musumeci. Un rassemblement che potrebbe, dunque, contare su quattro ex ministri di peso e un ex viceministro come Zanetti. Difficile, invece, che qui possa approdare Maurizio Lupi che con Alternativa Popolare dovrebbe tentare l'avventura solitaria. Tornando ai territori in Sardegna il partito dei Riformatori Sardi potrebbe entrare in Direzione Italia di Raffaele Fitto, il Partito Sardo d'Azione invece starebbe trattando invece con Sgarbi. In Puglia, invece, come annunciato dal senatore di Forza Italia, Massimo Cassano, dal coordinatore regionale, Luigi Vitali e del coordinatore di Bari, Francesco Paolo Sisto, si moltiplicano le nuove adesioni al partito azzurro, con 45 adesioni di amministratori locali solo nel Barese, ma anche un rafforzamento con le categorie professionali.
Il nodo più intricato con cui il centrodestra deve fare i conti è la scelta del candidato della Regione Lazio. Dopo l'autocandidatura di Sergio Pirozzi, Forza Italia rivendica con forza il diritto a esprimere il candidato (e sotto traccia inizia a girare il nome di Maurizio Gasparri). «Si farà un tavolo di coalizione con cui scegliere il candidato migliore. Le autocandidature sono un atto di ricchezza, ma una coalizione non si può fare determinare dalle autocandidature» dice Renato Brunetta. «Visto che Lega e Fratelli d'Italia hanno individuato il proprio candidato vincente, e di questo siamo felici, in Sicilia, è chiaro che le altre regioni, pensando anche alla Lombardia di Maroni, saranno nella disponibilità di Forza Italia per l'indicazione dei candidati». Una linea che Matteo Salvini sembra sottoscrivere quando rimanda alla necessità di «concordare scelta per scelta, città per città, le candidature migliori».

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