Sappada in Fvg, Mattarella firma

Il Piccolo di Trieste

Il Presidente Sergio Mattarella ha firmato la legge che dispone il passaggio di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Ora a mancare - ma a questo punto è questione di giorni - resta solo l'ultimo passaggio, cioè la pubblicazione della norma sulla Gazzetta Ufficiale. Norma alla quale la Camera ha dato il 22 novembre scorso il definitivo via libera, dopo quello giunto poche settimane prima da Palazzo Madama.
Si chiude così un iter che si è protratto per anni, tra passi in avanti, frenate e tentativi di stop portati avanti fino all'ultimo a vari livelli - questione di territori più che di partiti, tanto che anche nel Pd veneto ci sono state opposizioni - da chi cercava di opporsi alla concretizzazione di una volontà che i sappadini avevano espresso via referendum nel marzo 2008: una consultazione che aveva avuto per risultato 860 Si, una quota pari al 95% dei votanti e quasi al 75% del quorum. Era stato quello un primo risultato del lavoro del comitato locale che sosteneva da anni le ragioni di una comunità parte della diocesi di Udine e più vicina alla Carnia che non al Veneto per lingua, cultura e storia, cui sono seguiti i pareri favorevoli pure del Consiglio regionale Fvg nel 2010 e di quello del Veneto nel 2012. Il provvedimento risultante dal testo unificato dei disegni di legge 951 e 1082 a prima firma dell'ex senatrice, oggi europarlamentare del Pd, Isabella De Monte e della collega Raffaella Bellot, uscita dal Carroccio e oggi seduta sui banchi del Misto, aveva contato in settembre al Senato 168 voti a favore, uno contrario e 8 astensioni. Alla Camera, il 22 novembre, i voti i sì sono stati 257 a fronte dei 20 no e dei 74 astenuti. Una maggioranza schiacciante per un provvedimento giunto in aula dopo una decina di giorni di rinvio per dare l'ultima chance al Consiglio regionale del Veneto di esprimersi in merito, decisione però mai arrivata. Ora dunque la firma del Capo dello Stato, cui peraltro il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta aveva chiesto di rinviare il testo alle Camere sostenendo l'incostituzionalità della procedura seguita. Alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dovranno seguire i regolamenti attuativi del ministero dell'Interno.

 

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